L'IMPATTO DELLA MORTE E DELL'INFORTUNIO SULLA STRADA

 

RICERCA SULLE PRINCIPALI CAUSE DELLA CADUTA DI QUALITA' DELLA VITA E DI LIVELLO DI VITA CHE SUBISCONO LE VITTIME DEGLI INCIDENTI STRADALI E LE LORO FAMIGLIE

PROPOSTE DI RIFORMA (questa pagina contiene molto testo, vi consigliamo di stamparla)

SINTESI

Studio condotto in collaborazione con la Commissione dell'Unione Europea, Febbraio 1995

 

Uno studio precedente della FEVR, la Federazione Europea delle Vittime della Strada, aveva rilevato che i familiari delle vittime di incidenti, così come le vittime di infortuni stradali e le loro famiglie, subiscono un drammatico declino della qualità e del livello di vita.

Questo studio intende indagare sulle cause di tale declino e mira a proporre soluzioni di riforma.

Sedici organizzazioni che rappresentano le vittime in nove paesi d'Europa hanno condotto un'inchiesta tra i superstiti e gli infortunati, attraverso un questionario somministrato a circa diecimila famiglie.

Ecco i risultati più significativi della ricerca:

- l'informazione che viene fornita alle vittime di incidenti stradali a proposito dei loro diritti e delle organizzazioni che li tutelano è del tutto inadeguata;

- la maggior parte delle vittime e delle famiglie colpite ha bisogno di un notevole aiuto psicologico, pratico e legale;

- le vittime e le loro famiglie si dichiarano insoddisfatte dei sistemi di giustizia civile e penale dei loro paesi;

- non esiste alcun riconoscimento legale del danno di lungo termine causato dal trauma cranico, che è frequente;

- la sofferenza psicologica delle vittime e dei loro parenti è spesso fortissima e di lunga durata. Spesso essa cresce col tempo, e può essere causa di malattie serie, che possono portare perfino alla morte.

Alle vittime e/o alle loro famiglie è stato chiesto di aggiungere i loro punti di vista e di suggerire rimedi; molti lo hanno fatto con incisività e chiarezza, e i loro contributi han dato sostanza ai risultati della ricerca.

Vengono proposte soluzioni pratiche, e un elenco di misure legislative (alcune norme son già in vigore in alcuni paesi) che dovrebbero essere adottate subito da tutti i governi europei.

 

OBIETTIVI DELLA RICERCA

Una ricerca precedente ( "Studio sul danno secondario fisico, psicologico e materiale inflitto alle vittime e alle loro famiglie dagli incidenti stradali" (1) ), aveva dimostrato che il 90% delle famiglie dei morti e l'85% delle famiglie degli invalidi dichiarava un significativo, e in metà dei casi drammatico, declino permanente della qualità della vita. Inoltre, circa il 50% delle famiglie colpite dal lutto e il 60% delle vittime di infortunio riferiva di una caduta di lungo periodo, sostanziale e talvolta drammatica, del livello di vita.

Questo risultati hanno rivelato un impatto finora non immaginato degli incidenti stradali sulle famiglie sia delle vittime che degli invalidi, e hanno confermato la gravità delle conseguenze per questi ultimi. Han fatto inoltre constatare l'enorme costo sociale e l'impatto finanziario a lungo termine sul bilancio nazionale provocato da queste tragedie individuali.

 

L'OBIETTIVO DELLA RICERCA SUCCESSIVA E' STATA LA RICOGNIZIONE DELLE CAUSE DELLA CADUTA SOSTANZIALE DI QUALITA' E DI LIVELLO DI VITA SUBITA DALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME, E LA PROPOSTA DI RIFORME AMMINISTRATIVE E LEGISLATIVE.

 

La sofferenza estrema delle vittime e delle loro famiglie, già verificata, reclama con urgenza attenzione e aiuto.

L'enormità dell'impatto degli incidenti stradali deve essere conosciuta e riconosciuta dalla società e dal sistema giuridico.

Le vittime hanno bisogno di assistenza legale, e i processi devono riflettere la gravità dell'offesa e dei suoi effetti.

I procedimenti civili devono essere semplificati, per ottenere risoluzioni più veloci.

Il livello del risarcimento alle vittime e alle loro famiglie deve essere aumentato, per assicurare loro il mantenimento del livello di vita precedente.

I risultati di questa ricerca saranno usati anche per stimolare in ogni paese e in tutta Europa la consapevolezza di quanto siano prevedibili le tragedie causate da incidenti stradali, e dunque per cercare collettivamente di ridurli attraverso l'educazione, la normativa e tutte le altre risorse possibili.

Per determinare le cause della riduzione di mezzi economici e di qualità della vita delle famiglie delle vittime, abbiamo chiesto loro di compilare in forma anonima un questionario composto da 56 domande, suddivise in questi otto settori:

Domande preliminari

-momento e tipo dell'incidente, età della vittima, ecc.

a) Aiuto e informazione iniziale

-domande tese a valutare se le vittime, o le loro famiglie, abbiano ricevuto aiuto e informazione adeguata dai vari servizi con cui son venuti a contatto dopo l'incidente;

b) Processi penali

-se i soggetti hanno sentito o no di aver ottenuto giustizia;

-come sono stati trattati;

-suggerimenti di possibili riforme;

c) Assicurazioni; vertenze civili

-è stata chiesta ai soggetti una descrizione dei loro rapporti con le compagnie di assicurazione, e il loro punto di vista sull'adeguatezza dei risarcimenti offerti.

-Se i loro casi sono arrivati in tribunale, è stata chiesta una valutazione della giustizia amministrativa e della durata del procedimento civile;

-In più, suggerimenti su riforme possibili.

d) La cura fisica della vittima d'infortunio

-un gruppo di domande che mirano ad accertare la condizione fisica presente degli infortunati, e il loro livello di soddisfazione relativamente al trattamento medico e alla riabilitazione

-domande aggiuntive in caso di lesioni cerebrali.

e) Impatto psicologico e fisiologico sulla vittima e/o sui parenti

-gli effetti secondari, di ordine psicologico e fisiologico, sulla salute dei soggetti (escluso il danno fisico diretto provocato dall'incidente, in caso di vittime infortunate). Questo impatto di secondo momento è generalmente ignorato dalle corti di giustizia e dalle compagnie assicurative, nonostante la sofferenza spesso dura e lunga che comporta.

f) Conseguenze sulla vita

-i cambiamenti causati dall'incidente sul modo di vivere dei soggetti, sul consumo di sostanze psicotrope, sulle loro relazioni con la famiglia, gli amici e i colleghi, sulla loro capacità di godere la vita.

g) Conseguenze sul lavoro

-l'elenco dei cambiamenti provocati dall'incidente sull'attività lavorativa.

Il questionario si proponeva di coprire la maggior parte delle circostanze che possono toccare la qualità e il livello di vita delle famiglie delle vittime (morte o rese invalide). A questo scopo a tutte le organizzazioni partecipi dell'iniziativa era stato chiesto un elenco di domande relative ad ogni sezione. Furono messe insieme ed esaminate circa cento domande. Un questionario ridotto venne rimandato alle varie organizzazioni, perché lo testassero (le domande furono compilate con un linguaggio semplice, che ne assicurasse la comprensione).

Si constatò che le 56 domande selezionate coprivano la maggior parte delle situazioni possibili. Tuttavia, poiché ogni caso è unico, e una formulazione preventiva troppo rigida avrebbe potuto trascurare questioni importanti, si aggiunse ad ogni sezione una richiesta aperta di considerazioni e commenti.

 

LE ORGANIZZAZIONI PARTICIPANTI

Hanno preso parte alla ricerca le seguenti organizzazioni, tutte membri dell'European Federation of Road Trafic Victims:

- Association de Parents pour la Protection des Enfants sur la Route (Belgio);

- Association de Parents pour la Protection des Enfants sur la Route, regioni valloni (Belgio);

- Association des Familles des Victimes de la Route (Svizzera);

- Association des Familles des Victimes d'Accidents de la Circulation (Francia);

- Association des Victimes de la Route (Lussemburgo);

- Associazione Italiana delle Famiglie delle Vittime della Strada (Italia);

- Campaign Against Drinking and Driving (Regno Unito);

- Dignitas (Germania);

- Ligue Contre la Violence Routière (Francia);

- Parents d'Enfants Victimes de la Route (Belgio);

- RoadPeace (Regno Unito);

- Strada Amica, Associazione Italiana per la Tutela della Vita sulle Strade (Italia);

- Strada Amica, Associazione per la Sicurezza degli Utenti Deboli (Italia).

 

Esse sono essenzialmente associazioni di vittime della strada, delle loro famiglie, amici e persone interessate. I loro obiettivi sono:

a) fornire aiuto psicologico,, legale e pratico alle vittime;

b) contribuire a prevenire gli incidenti stradali attraverso campagne contro la violenza, la negligenza, l'abuso di alcool e le infrazioni al codice della strada durante la guida.

 

Hanno partecipato alla ricerca anche le seguenti organizzazioni, che non sono membri della Federazione:

- Centre of Research and Prevention of Injures among the Young (Grecia);

- Institut of Social and Preventive Medicine (Grecia);

- L.O.S. / A.N.W.B. (Olanda).

La prima è un centro di ricerca presso la scuola di medicina dell'Università di Atene. Le altre due forniscono assistenza alle vittime.

A differenza dei membri della Federazione, queste organizzazioni non sono associazioni di vittime, perciò il genere di persone contattate e le loro risposte possono essere diverse. Ciononostante, i loro risultati sono coerenti con le tendenze riscontrate altrove.

Il campionamento rispetto all'universo delle vittime merita una nota: non si tratta di un campione scelto casualmente, come si usa di solito, ma tramite i membri delle organizzazioni partecipanti, i loro amici e conoscenti.

La motivazione principale per l'adesione a simili organizzazioni è in genere altruistica: le vittime e le loro famiglie vogliono condividere con altri l'aiuto che hanno ricevuto o che avrebbero voluto ricevere, e sono particolarmente consapevoli dei rischi della strada per esperienza personale: per questo desiderano partecipare ad azioni intese a ridurre quei pericoli.

Le circostanze particolari delle loro tragedie, l'intensità della loro sofferenza e le loro difficoltà con la legge o con le compagnie di assicurazioni passano in secondo piano nella decisione di associarsi.

Questo dato è messo in evidenza dal tipo di adesione a queste associazioni, con molti membri non infortunati, o infortunati solo lievemente, mentre molte vittime gravemente invalidate o famiglie deprivate non sono membri di nessuna associazione.

Per questo si ha ragione di credere che estrarre i campioni dai membri di queste associazioni non ne alteri significativamente la validità statistica.

Il commento dei risultati offre ulteriore supporto a questa tesi. Va ricordato inoltre che si tratta di un'indagine empirica che mira a una comprensione qualitativa più che a precise quantificazioni.

 

RISULTATI

Delle 1364 risposte, il 59% proviene da parenti di morti per incidenti stradali, il 41% da parenti di vittime rese invalide o dagli stessi invalidi. Il margine di errore è +/- 5%.

Nella presentazione dei dati la distinzione tra i due tipi di vittime sarà fatta quando si renderà necessaria.

A. Aiuto e informazione iniziale

Una larga maggioranza - il 91% delle famiglie dei morti, e il 78% di quelle degli invalidi - lamenta di non essere stata sufficientemente informata sui suoi diritti, come quello di porre questioni e di essere legalmente rappresentati nelle inchieste, o il tempo limite per ricorrere in appello, e così via.

Circa l'85% delle famiglie non ha avuto alcuna informazione circa i possibili supporti o le organizzazioni di vittime.

Nonostante i giovani siano le vittime più frequenti di incidenti stradali, solo il 10% delle famiglie è stato contattato per la donazione di organi, a dispetto della scarsità di donatori così spesso pubblicizzata.

L"aiuto più richiesto dalle famiglie è

- di essere informati della morte da parte di qualcuno addestrato specificamente per questo compito;

- di avere immediatamente accesso al corpo del loro caro;

- supporto immediato ( e spesso anche a lungo termine) emotivo, psicologico, pratico e legale da parte di professionisti;

- informazione immediata sui propri diritti, sui procedimenti legali e sull'inchiesta, sui supporti, sulle organizzazioni di vittime, e su tutte le circostanze dell'incidente;

- assistenza legale.

B. Processi penali

La maggiore insoddisfazione viene espressa nei confronti dei processi penali: l'89% delle famiglie dei morti e il 68% di quelle degli invalidi ritengono di non aver ottenuto giustizia, e rispettivamente il 75% e il 61% sostengono che la pena non è stata adeguata. Inoltre, quasi il 70% non ha sentito il proprio caso trattato in maniera appropriata, seria, rispettosa.

I desideri più frequentemente espressi dalle famiglie sono

- l'analisi del sangue del guidatore che ha causato l'incidente, per testare la presenza di alcool o droghe;

- un'inchiesta e un procedimento simili a quelli dei casi di assassinio;

- la sospensione della patente per coloro che hanno ucciso o ferito, almeno finché il caso non arriva in tribunale;

- il coinvolgimento delle famiglie delle vittime nei processi;

- il rispetto durante i processi;

- sentenze più dure, durata del carcere o di pene alternative adeguata, in caso di incidenti gravi che provochino morte o invalidità;

- sospensione a vita della patente per i recidivi.

C. Assicurazioni e cause civili

Emerge una diffusa insoddisfazione nei confronti delle compagnie di assicurazione.

Circa l'80% delle famiglie non è soddisfatto né dei propri rapporti con le assicurazioni, né del risarcimento da loro offerto. Circa il 60% si lamenta dell'esame medico obbligatorio richiesto dalle compagnie.

Una schiacciante maggioranza ( il 95%) desidererebbe un avvocato di parte civile a rappresentare le vittime e le loro famiglie immediatamente dopo l'incidente.

Le richieste più frequenti sono

- risarcimento immediato da parte delle assicurazioni, in modo da coprire le spese funebri, la perdita di guadagno, i trattamenti sanitari, per evitare che le vittime e/o i loro parenti incontrino insopportabili difficoltà finanziarie;

- riforme nelle tariffe delle assicurazioni e nelle politiche dei risarcimenti.

D. Le cure fisiche per le vittime di infortunio

Circa la metà delle vittime rese invalide sostiene che la propria condizione fisica è diventata stabile nel giro di tre anni, mentre per l'altra metà ciò si è verificato molto più tardi, se mai del tutto.

La percentuale di invalidità fisica riconosciuta dalle compagnie di assicurazione è considerata insufficiente dal 60% circa delle vittime.

Circa il 40% dichiara di non essere soddisfatto delle cure mediche e riabilitative.

Solo il 37% delle vittime che hanno subito danni alla testa è stato pienamente riabilitato entro i primi tre anni, e solo un ulteriore 19% lo è stato più tardi. Il restante 44% soffre di danni neurologici o cerebrali permanenti.

Durante i primi tre anni le vittime di traumi cranici soffrono delle seguenti disfunzioni neurologiche: perdita della memoria e incapacità di concentrazione - 78%; incapacità nello svolgimento di mansioni ordinarie - 70%; disordine nel linguaggio - 59%. Dopo questo lasso di tempo le percentuali scendono rispettivamente a 61, 52 e 29.

L'indagine dimostra con tutta evidenza che

- il danno fisico e mentale causato da incidenti stradali può avere effetti di lungo termine, che negano alle vittime la capacità di mantenere il proprio livello di vita;

- spesso gli effetti di un colpo alla testa non vengono riconosciuti perché non sono sempre visibili, benché possano costare alle vittime il lavoro o la capacità professionale, con serie conseguenze economiche per l'intera società.

E. Impatto psicologico e fisiologico sulle vittime e sui loro parenti

Le vittime soffrono poi di questi sintomi: problemi di sonno -49%; cefalee - 55%; incubi notturni -41%; problemi generali di salute - 58%.

Non si nota un calo significativo dopo tre anni, indice di una sofferenza psicologica di lunga durata, se non permanente.

Una larga percentuale dei parenti delle vittime, morte e disabili, così come gli stessi disabili, soffre di disordini psicologici.

La situazione peggiore è quella dei parenti dei morti. Nei primi tre anni, il 72% ha perso interesse per le attività quotidiane, come l'attività professionale, il lavoro di casa, la cucina o gli studi; il 70% lamenta perdita nelle capacità di guida, il 49% perdita di fiducia in se stesso, il 46% ha attacchi d'ansia, il 37% ha sperimentato propositi suicidi, il 64% soffre di depressione, il 27% di fobie, il 35% di disordini alimentari, il 78% prova rabbia e il 71% risentimento.

Dopo tre anni, queste manifestazioni decrescono in media solo del 10%. In particolare, i sentimenti suicidari calano solo dal 37% al 26%, lasciando una grande percentuale di soggetti in angoscia estrema.

Con l'eccezione dei sentimenti suicidari, i parenti degli invalidi presentano un quadro simile a quello dei parenti dei morti. Sorprendentemente, pur con i loro frequenti disordini - neurologici o di altro tipo - gli invalidi si presentano leggermente meglio (dal punto di vista psicologico ) dei loro parenti, in particolare per quanto riguarda gli attacchi d'ansia, le fobie, i disordini alimentari, la rabbia e il risentimento.

Ancora una volta, i genitori dei morti sono i più colpiti - 70% - da problemi relazionali, da difficoltà di comunicazione e da problemi sessuali. La percentuale per i parenti dei disabili è del 4O%, per i disabili stessi del 50%.

Dopo tre anni questi problemi non diminuiscono come ci si aspetterebbe, ma peggiorano di circa 5 punti per ogni categoria.

Durante i primi tre anni è stato fornito aiuto psicologico ai parenti dei morti da parte di

- famiglia 87%, amici 86%, medici 40%, consulenti professionisti 23%, gruppi religiosi 22%, burocrati 9%, terapie di gruppo 5%.

Il quadro è analogo per i parenti dei disabili e per i disabili stessi, ad eccezione di un maggior aiuto da parte della famiglia e dei medici, probabilmente a causa della necessità di un contatto più stretto con loro.

Dopo questo primo triennio, la necessità di aiuto cresce di alcuni punti percentuali.

F. Conseguenze sulla vita

Circa il 50% dei parenti delle vittime, e le vittime stesse, dichiara di aver consumato per lunghi periodi maggiori quantità di sostanze psicotrope (tranquillanti, sonniferi, tabacco, alcool, droghe) rispetto a prima dell'incidente.

Se il consumo di queste sostanze si associasse alla guida, essi sarebbero molto più esposti alla possibilità di causare incidenti, creando così un circolo vizioso.

Si è talvolta creduto che, a causa della tragedia, il rapporto dei nostri soggetti con i loro normali partners sociali si deteriorasse. Questa ricerca dimostra che ciò non accade sempre.

Il 36% dei parenti dei morti sosstiene di non aver registrato alcun cambiamento nelle proprie relazioni amicali; rispettivamente il 20% e il 23% descrive relazioni migliorate e peggiorate. Con il coniuge, il 34% dichiara nessun cambiamento, il 16% e il 21% un miglioramento e un peggioramento. Con i colleghi, le rispettive percentuali sono del 45, 6 e 16%.

La stessa cosa è accaduta ai parenti dei disabili e agli stessi disabili, ma in queste due categorie il cambiamento - quando si presenta - tende più al peggio che al meglio.

Dopo la tragedia il 49% delle famiglie dei morti, il 47% di quelle dei disabili è stata soggetta a mutamenti familiari. Il 6% delle prime si è separato, il 5% ha divorziato, il 28% ha avuto figli che han lasciato la casa, il 33% ha traslocato, il 3% si è risposato. Per gli invalidi e le loro famiglie, separazioni e divorzi son stati molto più numerosi.

Far progetti per il futuro sembra impossibile al 68% dei parenti dei morti durante i primi tre anni. Dopo questo periodo, il 59% resta nello stesso stato. Per i parenti dei disabili le prospettive sono lievemente migliori. Come in altri casi, i disabili stessi sono meno pessimisti.

La capacità di godere la vita come prima dell'incidente scompare tragicamnte per il 91% dei parenti dei morti per i primi tre anni. Dopo, la perdita persiste per lunghi periodi per l'84% di loro. Per molti, sarà permanente.

Le prospettive per i primi tre anni non sono così tristi per i parenti dei disabili al 68%, per i disabili stessi al 69%. Talvolta dopo questo periodo non c'è cambiamento per i parenti, ma c'è un 15% di guarigione per gli stessi disabili.

G. Conseguenze sull' occupazione

Circa il 60% dei parenti dei morti, l'8O% dei parenti dei disabili e il 70% dei disabili che hanno cambiato occupazione, l'hanno fatto perché costretti dalle circostanze. Tra coloro che hanno perduto il lavoro il 65%, 33% e 33% rispettivamente l'hanno fatto per ragioni psicologiche; gli altri, per ragioni fisiche.

 

La sofferenza evidenziata da questa ricerca mostra una proporzione sempre crescente nelle nostre società di vite devastate a causa della violenza sulle strade.

Ciò che difficilmente si riconosce da chi di dovere, incluso il sistema giudiziario, è che quanti sono privati di una persona cara o resi invalidi da un incidente stradale sono spesso colpiti in modo permanente, come le famiglie delle vittime di altri tipi di violenza e di strage. Eppure ancora non c'è quasi aiuto, non c'è comprensione adeguata per le vittime e le famiglie delle vittime della violenza stradale.

Lo scopo di questo studio è sottolineare gli urgentissimi bisogni delle vittime e delle loro famiglie, e proporre misure in grado di alleviare le loro sofferenze, di prevenire la discriminazione e l'ingiustizia e di limitare il declino della loro qualità e del loro livello di vita.

Sono state identificate queste necessità e queste soluzioni:

Informazione

C'è un bisogno immediato di accesso all'informazione circa le circostanze dell'incidente, i diritti, i procedimenti legali (comprese le inchieste), i rapporti con le compagnie di assicurazione, le cause civili, le forme di aiuto e le organizzazioni di vittime, e le consulenze.

Informazioni simili dovrebbero essere contenuti in opuscoli consegnati alle vittime dalla polizia, e messi a libera disposizione nei servizi di emergenza, ospedali, tribunali ecc. Alcune organizzazioni di vittime già ne distribuiscono, su scala ridotta.

I costi di stampa e distribuzione dovrebbero essere sostenuti da specifiche agenzie governative, che dovrebbero varare anche un programma di formazione rivolto a tutti coloro che vengono abitualmente in contatto con le vittime della violenza stradale.

La polizia dovrebbe informare regolarmente le vittime/le famiglie dei particolari e dell'evoluzione dei loro casi.

Aiuto

C'è urgente bisogno di aiuto emotivo, pratico e legale.

Si suggerisce la creazione di libri CENTRI DI ASSISTENZA per le vittime, dove esse possano ricevere assistenza/consulenza nei campi della legge, della medicina e della psicologia.

Le organizzazioni volontarie delle vittime dovrebbero ricevere sovvenzioni governative per il loro lavoro di supporto.

In caso di morte o di lesioni gravi dovrebbe essere garantito immediatamente dopo l'incidente l'ausilio di un avvocato, responsabile degli interessi della vittima e/o dei suoi parenti.

Giustizia penale

Le cause che seguono incidenti stradali che provocano morte o lesioni gravi devono essere trattate ponendo al centro la morte e le lesioni. Se è necessario per assicurare ciò, devono essere cambiate le leggi.

Le sentenze devono essere sufficientemente severe da fungere da deterrente.

Dovrebbero essere prese in considerazione pene alternative come riconoscimento della morte/lesione.

Va introdotta l'uguaglianza nel sistema di giustizia penale - che attualmente favorisce l'imputato - tenendo conto dei punti di vista e delle necessità delle vittime della violenza stradale.

Esse non dovrebbero più essere escluse dai processi penali ma essere pienamente riconosciute come parti in causa.

 

Reclami contro le compagnie di assicurazione / Cause civili

C'è un'insoddisfazione diffusa a proposito dei rapporti con le compagnie di assicurazione e l'importo dei risarcimenti offerti, specie nei casi di lesioni gravi o di morte.

Le vittime e le loro famiglie sono negativamnte colpite dalla lentezza delle procedure e dall'apparente insensibilità delle compagnie.

Le cause civili sono spesso viste e suggerite come sostitutive dei processi penali.

Le compagnie di assicurazione dovrebbero essere obbligate ad erogare immediatamente somme di denaro adeguate a coprire spese come quelle funebri.

Pagamenti anticipati dovrebbero essere riconosciuti anche a quelle famiglie di vittime che abbiano subito perdite di reddito. Il livello di risarcimento dovrebbe riferirsi alle conseguenze subite, e dovrebbe entrare in atto una revisione regolare che permetta di tenerne conto.

Le cause civili dovrebbero essere semplificate e accelerate. Deve essere tenuto in conto il danno secondario. Le cause civili non dovrebbero essere viste o suggerite come sostitutive dei processi penali.

Devono essere fatti tutti i passi utili a riconoscere i traumi cranici subiti dalle vittime e a provvedere sistemazioni atte a far loro mantenere - per quanto possibile - una vita normale.

 

Impatto psicologico e fisiologico sulle vittime e sui loro parenti

La morte improvvisa e violenta di un parente stretto ha un effetto profondo sulla vita degli altri membri della famiglia.

In molti casi essi perdono interesse alla vita, e sperimentano sentimenti suicidari; alcuni si suicidano davvero. Lo choc e lo stress che sopravviene danneggiano il sistema immunitario; ne hanno origine malattie, e talvolta morte.

Con l'eccezione dei sentimenti suicidari, le vittime di lesioni gravi e le loro famiglie soffrono disturbi simili.

Questi problemi mostrano il disperato bisogno di un supporto emotivo e psicologico di lungo periodo. Un aiuto del genere, attualmente prestato per lo più dagli amici e dai familiari, dovrebbe essere fornito anche dai Centri di assistenza già menzionati.

Questi disagi sono le casue prevalenti della caduta di qualità della vita. Essendo considerati effetti secondari, attualmente non hanno riconoscimento legale.

 

Proposte legislative

Ecco un elenco di punti importanti che a nostro avviso dovrebbero essere inclusi nella legislazione futura a favore delle vittime di incidenti stradali.

  1. Creare centri pubblici che forniscano aiuto e consiglio nelle aree della medicina, della psicologia, della sociologia e del diritto, e sponsorizzare le organizzazioni volontarie che già forniscono simile aiuto;

  2. Provvedere affinché le vittime o le loro famiglie siano rappresentate ed accompagnate da una persona di fiducia in ogni procedura che segue la morte o la lesione, perché si sentano coadiuvati e siano certi di veder riconosciuti i propri diritti;

  3. Testare e rivedere regolarmente il livello dei compensi per assicurare risarcimenti realistici;

  4. Assicurare risarcimenti realistici a tutte le vittime garantendo, per esempio, un'operatività efficiente di un fondo garantito;

  5.   Estendere l'indennità per danni fisici al danno cranico, di frequente occorrenza, che può andare dal disturbo ricorrente all'handicap mentale permanente;

  6. Chiedere alle compagnie di assicurazione di provvedere risarcimenti anticipati alle vittime e/o alle loro famiglie, per coprire spese come quelle funebri, la perdita di guadagno o trattamenti medici;

  7. Includere le vittime e le loro famiglie nei processi penali; assicurare veloci risoluzioni delle cause civili ed incoraggiare ad intentare causa tutti coloro che ne hanno titolo;

  8. Riequilibrare il sistema giudiziario, oggi troppo sbilanciato a favore dell'imputato, per assicurare l'eguaglianza dei diritti per le vittime, rispondendo ai bisogni delle vittime e delle loro famiglie così come a quelli delle famiglie del colpevole;

  9. Prendere in carico le spese di difesa. Il giudice dovrebbe avere la possibilità di confiscare parte delle proprietà o dei redditi del colpevole per dare aiuto diretto alle vittime. Inoltre, il colpevole dovrebbe coprire le spese legali e mediche delle vittime ;

  10. Trattare certe infrazioni dovute a grossolana negligenza o disprezzo delle regole fondamentali del codice della strada come delitti premeditati. Questo dovrebbe includere il superamento dei limiti di velocità, la noncuranza del semaforo rosso, la guida in stato di ebbrezza;

  11. Provvedere una rete veloce ed efficiente di Centri d'Aiuto, attrezzati con ambulanze ed elicotteri coordinati via radio, e numeri verdi d'emergenza per le vittime di incidenti stradali;

  12. Estendere a tutti i Paesi europei la Convenzione Europea che riguarda il risarcimento di vittime di violenze.

 

Bibliografia

(1) Study of the physical, psychological and material secondary damage inflicted on the victims and their families by road crashes. Pubblicato dalla Federazione Europea delle vittime della strada, Casella Postale 2080, CH-1211 Ginevra 2, Svizzera (1993).

(2) Rapport d'un groupe d'experts de haut niveau pour une politique Européenne de sécurité routière. DGVII, Commissione delle Comunità Europee, Bruxelles, Belgio (1991).

(3) La sécurité routière. Stratégie et mesures pour les années 90. Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia, Berna, Svizzera (1993).

(4) Coût socio-économique des accidents de la route. COST 313, EUR 15464, DG XIII? Commissione delle Comunità Europee, Bruxelles, Belgio (1994).

(5) Loi fédérale sur l'assistance aux victimes d'infractions (LAVI), approvata dall'Assemblea il 14 ottobre 1991, Berna, Svizzera (1991).

(6) Support for the families of road death victims. Report of an independent working party convened by Victim Support. Pubblicato da Victim Support, Cranmer House, 39 Brixton Road, Londra SW9 6DZ, Regno Unito (1994).

(7) Legge 85-677 del 5 luglio 1985 tendente a l'amélioration de la situation des victimes d'accidents de la circulation et à l'accélération des procédures d'indemnisation. "Dite loi Badinter", Parigi, Francia (1985).

(8) Raccomandazione N°R (85) 11 del Comitato dei Ministri agli Stati membri, su la position de la victime dans le cadre du droit pénal et de la procédure pénale. Adottata dal Consiglio dei Ministri Europeo, Strasburgo, 28 giugno 1985.

(9) Convention européenne relative au dédommagement des victimes d'infractions violentes. Approvata dal Consiglio d'Europa, Strasburgo, 24 novembre 1983.

 

Autori: Marcel Haegi, Brigitte Chaudhry


Questa sintesi cosi come il rapporto completo sono disponibili su semplice domanda presso la FEVR

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